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vlad vrinceanu

chi sono

ciao, sono vlad.

e no, non sono un vampiro rumeno. per qualche motivo, però, finisco sempre nella stessa scena: «il marketing non funziona», mi dicono. entro, guardo, e quasi sempre il marketing c'entra poco: quello che manca, di solito, è qualcosa da costruire.

Vlad Vrinceanu
non un vampiro

per capire perché finisco sempre a costruire i sistemi che a un'azienda mancano, però, devo partire da mio padre. lui l'imprenditore lo sognava, e lo sogna ancora: svegliarsi la mattina e lavorare solo per sé. ci ha provato, ha aperto tre farmacie. poi i conti, gestiti male da chi avrebbe dovuto tenerli in ordine, l'hanno costretto a chiudere in pari e a tornare a fare l'agente.

quella sensazione di fallimento che ti brucia dentro la sento ancora oggi, anche se non è la mia. e c'è una cosa che non mi è mai uscita di testa: mio padre non ha perso sul prodotto, né sull'idea. ha perso sui sistemi che nessuno gli aveva costruito per tenerlo in piedi, a partire dai conti. forse la mia ossessione per costruire quei sistemi comincia lì.

a sedici anni facevo il dogsitter. andavo così d'accordo coi cani che i clienti mi chiamavano dr. dolittle. nel frattempo avevo già la mia prima piccola attività: compravo bici da corsa usate su subito.it e le rivendevo una settimana dopo con un margine. poi sono passato alle cargo. niente di grosso, ma è lì che ho capito che mi divertiva trovare il valore dove gli altri non lo vedevano.

qualche anno dopo, con un amico, apro una performance agency, si chiama uppify. non dura: lui sceglie una strada più sicura, e ci sta. ma in quei mesi ho capito due cose su di me. la prima: l'etichetta «e-commerce manager» mi stava stretta. la seconda: amo il digital marketing, e portare un team verso un obiettivo condiviso con l'azienda mi viene fottutamente facile.

da lì sembrano lavori diversi, almeno sulla carta: carlotta lolli, acetob, rmx, tile&style, oggi filcar. e in mezzo hntd, il saas che mi sono costruito. ma è sempre la stessa storia: entro, capisco come gira davvero il business, e costruisco quello che gli manca.

di questi tempi mi concentro molto sull'ai, ma non come la raccontano online. so cosa stai pensando: l'ennesimo che ti vende l'intelligenza artificiale. e infatti non te la vendo. sostituire le persone con chatbot che si spacciano per persone mi interessa poco. mi interessa dove un team perde tempo, dove si accumula attrito, cosa si può togliere del tutto. quelle due ore al giorno buttate in qualcosa che una macchina chiude in trenta secondi sono la tassa invisibile che paghi senza vederla.

e ho una tendenza poco salutare a costruire sistemi per qualsiasi cosa: dashboard, workflow, automazioni, strumenti interni. se un problema si ripete due volte, il mio cervello parte da solo a cercare il modo di non risolverlo una terza. così evito di passare settimane a discutere del colore di un bottone mentre il problema è da un'altra parte.

credo nelle strategie oneste, nei dati, e nel caffè lungo. credo anche che una cosa costruita e accesa valga più di mille slide che la promettono. l'ho visto a casa mia prima ancora che nel lavoro. poi scrivo il fortino, l'unica newsletter senza edulcoranti in italia: business, tech e analisi, ogni giorno.

sette anni, tre mondi.

2026 →
Filcar S.p.A.

direttore marketing digitale. go-to-market italia e ue.

2023 - 25
Tile&Style

marketing e project management. da showroom a e-commerce b2b.

2021 - 23
RMX Haircare

consulente digitale. shopify, cro, automation.

2020 - 21
AcetoB

go-to-market di un lusso di nicchia.

2019 - 20
Carlotta Lolli

personal brand. 24k al lancio.

lingue

it / ro / en (c1)

dove mi trovi

l'ai che lavora per te non si costruisce da sola. e ogni mese che aspetti, paghi la tassa invisibile.

tra un mese puoi essere ancora a farlo tutto a mano, oppure avere il primo sistema che gira al posto tuo, con un numero piccolo in mano. parliamone davanti a un caffè, o intanto entra nel fortino e vedi come ragiono.